The James Joyce Italian Foundation

Dipartimento di di Lingue Letterature e Culture Straniere – Università Roma Tre

Giorgio Melchiori

Giorgio Melchiori (Roma, 19 agosto 1920 – Fregene, 8 febbraio 2009), critico letterario, anglista, traduttore.

Allievo del padre dell’anglistica italiana, Mario Praz, ne ha condiviso interessi letterari e culturali. Dopo un’esperienza di traduttore presso l’agenzia ANSA di Roma, vince una borsa di studio del British Council e trascorre un anno in Gran Bretagna. E’ stato professore ordinario di letteratura inglese presso l’Università di Torino, l’Universià di Roma La Sapienza, prima alla Facoltà di Lettere e Filosofia e poi alla Facoltà di Magistero, e negli ultimi anni presso l’Università Roma Tre, dove è stato nominato Professore Emerito nel 1996.

Nel 1941 incontra Elio Vittorini a Milano presso la sede della casa editrice Bompiani per un progetto di  traduzione in italiano di drammi elisabettiani. Nel 1943 viene pubblicata la sua traduzione italiana de L’ebreo di Malta (The Jew of Malta) di Christopher Marlowe. Segue nel 1950 il volume Michelangelo nel Settecento inglese, un’analisi del cambiamento nella percezione dei modelli artistici nella storia del gusto dell’Inghilterra tra Seicento e Settecento; nel 1956 The Tightrope Walkers esce a Londra. Verrà poi pubblicato in traduzione italiana nel 1963 con il titolo I funamboli. “Funamboli” sono quei poeti e quegli scrittori del Novecento che esprimono il disagio della precarietà di un’epoca, già definita ‘età dell’ansia’, dando vita ad una nuova forma di manierismo, risolta in seguito in una nuova fase barocca. La lettura di I funamboli ha segnato significativamente una lunga stagione della critica letteraria ed è ancora un testo di riferimento per gli anglisti italiani.

Agli inizi degli anni Cinquanta, Vittorio Gabrieli lo aveva  introdotto al salotto di Elena Croce e Raimondo Craveri. Iniziava così la sua collaborazione con la rivista Lo Spettatore Italiano, dove avrebbe pubblicato i primi articoli di critica letteraria, molti dei quali saranno poi ripresi, ripensati ed inclusi nei volumi degli anni successivi. I contributi apparsi su Lo Spettatore Italiano sarebbero stati raccolti in un volume sotto il titolo Verso i funamboli nel 2003, e pubblicati sul sito http://www.e-book4free.com. Il titolo del libro vuole significativamente indicare una precedenza, una anteriorità rispetto ai Funamboli. Il lungo saggio su Yeats, ora pubblicato on line, sarà il germe da cui avrebbe preso le mosse per la monografia sul poeta irlandese, così come i saggi—tra gli altri—sulla poesia contemporanea, sulla fioritura del teatro in versi nel Novecento, su Dylan Thomas, su Virginia Woolf, tutti prolegomeni al funambolismo, troveranno la loro ultima definizione, intellettuale e formale, proprio nei Funamboli.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, a Torino, partecipa, come consulente editoriale per la letteratura inglese, alle riunioni del mercoledì promosse da Giulio Einaudi per la sua casa editrice, assieme a Italo Calvino, Vittorio Strada e Guido Davico Bonino.

Nel 1960  Mondadori  pubblica, nella collana della Medusa, diretta da Elio Vittorini, la prima traduzione italiana dell’Ulisse di James Joyce: la traduzione e la cura sono di Giulio de Angelis, sotto la supervisione di Giorgio Melchiori, con la collaborazione di Carlo Izzo e di Glauco Cambon. Melchiori cura anche le annotazioni di De Angelis  a Ulisse, che escono insieme al romanzo come  guida alla lettura. Con la presentazione della traduzione ha inizio una intensa attività di ricerca e traduzione sull’opera di Joyce e una instancabile azione di mediazione nei confronti della cultura italiana. I numerosi contributi successivi fanno di lui l’iniziatore e il fulcro degli studi joyciani in Italia.

Nel 1961 esce, in Inghilterra, The Whole Mystery of Art, una monografia fondamentale sull’opera poetica di Yeats, che è subito oggetto di riconoscimenti internazionali. Vengono qui rintracciate le suggestioni visive dalle quali nascono non solo le immagini poetiche ma soprattutto la struttura e i disegni, le immagini-concetto del mondo di W.B.Yeats  e del sistema filosofico esposto in A Vision.

Nel corso degli anni Giorgio Melchiori è stato studioso raffinato e ricercatore assiduo, autore di una grande varietà e di una quantità impressionante di contributi, sempre di notevole qualità e spessore: introduzioni, traduzioni, edizioni, saggi, recensioni, note  che spaziano da Shakespeare alla letteratura elisabettiana, dalla poesia metafisica e dal Seicento inglese al secondo Settecento, dal romanzo vittoriano fino al modernismo, sempre sensibile alle suggestioni non solo letterarie della cultura e della storia delle idee, ma anche della musica, del teatro e delle arti visive.

Spirito libero e laico, docente ancora molto amato nel ricordo dei suoi studenti, la sua attività di critico letterario ha continuato a svolgersi senza interruzione nell’arco di oltre sessanta anni di vita accademica con la pubblicazione di alcuni studi seminali. L’uomo e il potere: Indagine sulle strutture profonde dei “Sonetti” di Shakespeare (1973) è un’analisi strutturalista di cinque sonetti shakespeariani, ispirata dalla lezione di D’Arco Silvio Avalle su Montale. Nel 1974 pubblica per Einaudi, con la moglie, Barbara Arnett, Il gusto di Henry James, una monografia sul grande scrittore americano, poi ripubblicata in inglese nel 2001 come The Taste of Henry James disponibile sul sito http://www.e-book4free.com. Nello stesso anno cura il Meridiano Mondadori, James Joyce. Racconti e Romanzi e James Joyce. Lettere, che offrono anche un profilo di biografia letteraria dello scrittore irlandese. Negli anni che vanno dal 1976 al 1991 realizza il progetto dell’edizione italiana dei Meridiani  di tutto il teatro di Shakespeare. Nel 1994 Laterza pubblica Shakespeare, un volume che sistematizza una ricerca sempre aperta. Nelle intenzioni dell’autore il titolo avrebbe dovuto essere Shakespeare, il mestiere del teatro, per assonanza sia con Joyce: Il mestiere dello scrittore, che Giorgio Melchiori pubblica nello stesso anno, che con quel mestiere/mistero dell’arte a cui allude il titolo del bel saggio su Yeats. Tra il 1982 e il 1983 aveva affidato alla collana  di testi a fronte della Biblioteca Mondadori  l’edizione della Telemachia—i primi tre episodi di Ulisse—e i primi quattro capitoli di Finnegans Wake. Nel 1984 con la pubblicazione di Joyce in Rome: the Genesis of Ulysses, dava inizio alla collana, oggi diretta dalla sua allieva Franca Ruggieri, dei Joyce Studies in Italy, della quale è stato “editor”e per la quale ha coordinato un gruppo di studiosi joyciani più giovani. E proprio nella collana Joyce Studies in Italy, nel 1995, esce Joyce’s Feast of Languages, che, sull’eco di une citazione da Love’s Labour’s Lost, raccoglie diversi contributi joyciani scritti nel corso degli anni. Il suo ultimo contributo agli studi joyciani, Joyce Barocco/Baroque Joyce —che ha inaugurato la nuova collana Piccola Biblioteca Joyciana—sembra proporsi come conclusione ideale, quasi l’ultimo atto che voglia completare un movimento circolare, una chiusura del cerchio, un ritorno alla riflessione dei Funamboli, quaranta anni prima.

Nel 2006 esce Foglie per un anno, un “non libro”, in cui ricordi di esperienze personali, intrecciandosi ed alternandosi, come la madeleine proustiana danno luogo a rievocazioni della storia e della cultura italiana di un cinquantennio suscitando considerazioni personali sul tempo presente e sul passato in una costruzione narrativa fatta di divagazioni letterarie, filologiche, storiche ed artistiche. Un pastiche, non propriamente un saggio, nemmeno un romanzo o una autobiografia in senso stretto, e tuttavia un libro organico in cui la cultura, l’erudizione e l’eclettismo di Giorgio  Melchiori si manifestano con una voce più propriamente personale, ma non per questo meno  incisiva.

Nell’ambito della critica letteraria britannica, la fama di Giorgio Melchiori è legata soprattutto alla sua opera di filologo curatore di diversi play elisabettiani. Le edizioni critiche di due testi controversi come The Insatiate Countess, di John Marston e altri (1984), e del dramma Sir Thomas More, di Anthony Munday e altri (1990) (edizione curata in collaborazione con l’amico e collega Vittorio Gabrieli), sono oggi considerate le edizioni definitive dei rispettivi drammi. Si aggiunga l’edizione critica del King Edward III di Shakespeare (1998) che, assieme a quella appena citata di Sir Thomas More, fa di Giorgio Melchiori uno dei più grandi esperti mondiali nel campo degli “apocrifi shakespeariani”. Ha curato l’edizione critica di The Second Part of Henry the IV per la serie New Cambridge Shakespeare (1989) e di The Merry Wives of Windsor per la collana Arden Shakespeare (2000). Ognuna di queste edizioni è stata unanimemente riconosciuta come contributo esemplare alla filologia del teatro elisabettiano. Accanto alle curatele è da citare il volume Shakespeare’s Garter Plays: Edward III to Merry Wives of Windsor (Delaware 1994): è uno studio—apparso soltanto in inglese—su un gruppo di drammi storici legati in parte alla figura di Falstaff, e, per certi versi, si avvale di un lavoro affine a quello propriamente filologico intrapreso con le edizioni critiche. Proprio perchè è considerato il massimo filologo shakespeariano italiano, gli era sta affidata  infatti la curatela delle opere di Shakespeare per la collana “I Meridiani” di Mondadori (1976-1991).

Gli ultimi contributi shakespeariani di Melchiori sono apparsi nelle due iniziative editoriali curate da Agostino Lombardo ed ora dirette rispettivamente da Rosa Maria Colombo e da Nadia FusiniMemoria di Shakespeare e Piccola Biblioteca Shakespeariana. Con The Music of Words. From Madrigal to Drama and Beyond: Shakespeare Foreshadowing an Operatic Technique (2008), e con il precedente, Shakespeare all’opera. I drammi nella librettistica italiana (2006), Melchiori propone un parallelo tra musica operistica e letteratura elisabettiana, due passioni che ha sempre coltivato—a livello amatoriale la prima, e come massimo studioso del campo la seconda—dalla giovinezza fino agli ultimi anni.

Instancabile, appassionato e rigoroso nel suo impegno civile e di studioso, è entrato in contatto con critici illustri, tra i quali William Empson—in occasione della sua traduzione italiana di Seven Types of Ambiguity— Richard Ellmann e Norman Jeffares con i quali condivideva interessi comuni e intratteneva rapporti professionali e di amicizia. A Cambridge, Clare Hall, conosce e diviene amico di Frank Kermode e di George Steiner. Frequenta studiosi come Stanley Wells, Muriel Bradbrook, Tom Staley, Patrick Parrinder e con loro si confronta con metodo su questioni filologiche ed  ermeneutiche.

Giorgio Melchiori è stato insignito negli anni di numerose onoreficienze nazionali ed internazionali. È stato nominato socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino (1963), Life Member of Clare Hall, Cambridge (1981), Honorary Commander of the British Empire (CBE) (1990), Life Trustee della Shakespeare Birthplace Trust (1991)—il solo non britannico a ricevere questo titolo—Fellow della British Academy (FBA) (1991), Socio corrispondente (1991) e poi Socio Nazionale (1993) dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Honorary Trustee della International James Joyce Foundation (1994), Honorary Trustee della James Joyce Italian Foundation sin dalla sua fondazione; vincitore del premio Grinzane Cavour per traduttori nel 1986, vincitore della XIV edizione del Premio Pirandello nel 1989/90 per la edizione di tutto il teatro di Shakespeare per i Merdiani Mondadori, vincitore del Premio annuale di storia letteraria della Fondazione Natalino Sapegno di Aosta nel 2005.

Bibliografia essenziale

Monografie

• Michelangelo nel settecento inglese: un capitolo di storia del gusto in Inghilterra, Roma 1950.
• The Tightrope Walkers: Studies of mannerism in modern English literature, London 1956.
• I funamboli. Il manierismo nella letteratura inglese contemporanea [Con una nuova appendice], Torino 1963- Edizione riveduta e ampliata, Torino 1974.
• The Whole Mystery Of Art: Pattern into Poetry in the Work of W. B. Yeats, London 1960.
• L’uomo e il potere: Indagine sulle strutture profonde dei “Sonetti” di Shakespeare, Torino 1973. III ed. corretta e ampliata, 1987.
• Shakespeare’s Dramatic Meditations: An Experiment in Criticism, Oxford 1976.
• Il gusto di Henry James, Torino, Einaudi, 1974 [con Barbara Arnett].
• Shakespeare: politica e contesto economico, Roma, Bulzoni, 1992.
• Shakespeare’s Garter Plays: Edward III to Merry Wives of Windsor, Delaware 1994.
• Shakespeare: Genesi e struttura delle opere, Bari, Laterza, 1994.
• Joyce: Il mestiere dello scrittore, Torino, Einaudi, 1994.
• Joyce’s Feast of Languages (Seven Essays and Ten Notes), Roma, Bulzoni, 1995.
• Verso I funamboli, http://www.e-book4free.com , 2003.
• Shakespeare all’opera. I drammi nella librettistica italiana, Roma, Bulzoni, 2006
• Foglie per un anno, Edizioni dell’orso, Alessandria, 2007.
• Baroque Joyce, Roma, Bulzoni, 2007.

Principali curatele ed edizioni critiche

• Poeti metafisici inglesi del Seicento (Milano, Vallardi, 1964)
• Racconti e Romanzi, di James Joyce, Milano, 1974
• Lettere, di James Joyce [traduzione di Giorgio e Giuliano Melchiori e Renato Oliva], Milano, 1974
• Epifanie, Rubrica, di James Joyce, Milano, 1982.
• Liriche sacre e profane di John Donne (Milano, Mondadori, 1983)
• The Insatiate Countess, di John Marston e altri, Manchester 1984.
• Sir Thomas More: A play by Anthony Munday and Others. Revised by Henry Chettle, Thomas Dekker, Thomas Heywood and William Shakespeare, Manchester 1990, [con Vittorio Gabrieli]
• King Edward III, Cambridge 1998.
• Teatro completo di William Shakespeare, 9 volumi, Milano, Mondadori, 1976-91.
• The Second part of Henry the IV, Cambridge, 1989
• The Merry Wives of Windsor, Londra, 2000

INDICI

1950 – Michelangelo nel Settecento Inglese
Introduzione
Il Seicento
La prima metà del Settecento
L’affermazione di Michelangelo
La fine del secolo
L’influenza di Michelangelo
I John Henry Fuseli
II William Blake
Conclusione
Indice delle persone

1956-1963-1974 – I funamboli
1- Introduzione al funambolismo (1955)
2- Prologo. Due manieristi: James e Hopkins (1952)
3- Joyce e la tradizione del romanzo (1950)
4- Echi nel Waste Land (1953)
5- Il Waste Land e Ulysse (1953)
6- Joyce, Eliot e l’incubo della storia (1969)
7- Il loto e la rosa (1954)
8- Eliot e il teatro (1952-53)
9- Cristopher Fry: teatro-pop (1951-52)
10- L’attimo come unità di tempo nella narrativa (1951)
11- L’arte astratta di Henry Green (1952)
12- La poesia visionaria di Dylan Thomas (1952)
13- Il teatro barocco (1955)
14- Coda: l’ultima commedia di Eliot (1959)
15- Il “Nuovo Movimento” e i giovani arrabbiati (1956)

1960 – The Whole Mystery of Art
Acknowledgments
Introduction: metaphysics of magicians
I The beast and the unicorn
II The birth of Leda
III The swan, Helen and the tower
IV Images that yet fresh images beget
V The mundane egg
VI The dome of many-coloured glass
VII An old man’s eagle mind
Excursuses:
I Yeats and abstract art
II The enchanted garden
III The swan emblem
IV Yeats’s hunchback and Byron deformed transformed
V Renaissance paintings of Leda
VI The moment of moments

1987 – L’uomo e il Potere
Nota introduttiva
I Utilità delle cifre
1 I cinque campioni: funzioni grammaticali
2 I pronomi: corte, teatro e società
3 Le connotazioni dell’amore e l’importanza dell’atipico
4 L’ “io” assente e l’importanza di Venere
5 Senza te: meditazioni drammatiche
II La strategie del Sonetto 94 e l’etica del potere
0.1 Il mondo neutro
1.0 Schemi metrici e logici
1.1 Ottava contro sestina
1.2 Il livello lessicale
1.3 L’ottava
1.4 La sestina
1.5 Lo schema strutturale
2.0 L’importanza dell’Edoardo III
2.1 Sir Philip Sidney contro Edoardo III (vv.1-4)
2.2 Il ‘giusto’ di Amleto e le ‘grazie’ di Malcolm (v.5)
2.3 L’economia del potere (vv. 5-8)
2.4 I signori e i servitori (vv. 7-8)
2.5 La grande natura creatrice (vv. 9-10)
2.6 Warwick riprende la parola (vv. 13-14)
2.7 Sillogismi e sofismi
2.8 I codici cambiano
2.9 La dignità dell’abito (v.12)
2.10 Male azioni e gramigne nel Sonetto 69
2.11 Lo stato come giardino
2.12 Il significato della forma
III Il Sonetto 121 e l’etica del comportamento sociale
0.1 Dal 94 al 121
0.2 Il sonetto fuori contesto
1.0 Antitesi
1.1 Aree semantiche
1.2 Male azioni e pensieri corrotti (il v. 12 e i Sonetti 69 e 94)
1.3 Fragilità sovrane (il v.14 e il Sonetto 109)
1.4 Che capolavoro è l’uomo
2.0 Strutture metriche e logiche
2.1 Funzioni rimatiche
2.2 La ricerca del centro
2.3 La staffetta dei pronomi
3.0 Il disegno strutturale
3.1 Lo sdegno di Lord Talbot
3.2 Gli occhi lascivi
3.3 Il nuovo Machiavelli
3.4 Il Dio di Shakespeare
Appendice: la geometria dell’iterazione (nota a 3.3)
Intermezzo. Il Donno Donna del Sonetto 20
0 Anima e spirito
1 La Bellezza non è Verità
2 La parte della donna
3 La simmetria del duplice Eros
4 Tutte le tinte: il disegno convergente
5 Più sostanza con meno arte

IV Il Sonetto 129 e l’etica del sesso
0.1 Occasionali
0.2 La riserva di caccia delle critica
0.3 Emendamenti: da Malone a Graves-Riding
0.4 L’inganno strutturale: Jakobson-Jones
1.0 L’artigiano trascurato
1.1 La spinta in avanti: il sistema fonico
1.2 La sequenza delle cesure: il sistema ritmico
1.3 Beatitudine e angoscia della lussuria: la logica dei suoni e del ritmo
1.4 Il mondo degli uomini: la testimonianza dei sostantivi
1.5 Sostantivi astratti come aggettivi
1.6 La sequenza dei participi passati
1.7 Questo pazzo mondo: participi passati contro sostantivi astratti
1.8 Categorie grammaticali contro figure retoriche
2.0 I tempi della lussuria
2.1 L’esca e l’adescato
2.2 Il Fattore e il consumatore
2.3 Palinodia?
V Il Sonetto 146 e l’etica della religione
0.1 L’Anima come “tu”
0.2 L’inversione del disegno concentrico e l’emendamento del v. 2
1.0 L’Anima come vampiro: la struttura morfologica
1.1 Il padrone esoso e il Corpo come palazzo
1.2 Il Corpo come servitore e l’Anima come Coriolano
1.3 L’inversione dello schema fonico
1.4 Il doppio cono: la struttura profonda
2.0 Le forze ribelli e i detentori del potere (Sonetto 94)
2.1 Corinti e Colossesi: Shakespeare contro Paolo postolo
2.2 Il centro, l’uomo
Appendice
Sonetto 94
Sonetto 121
Sonetto 129
Sonetto 146
Indice dei nomi e dei titoli
Indice delle opere di Shakespeare

1974 – Il Gusto di Henry James
Nota introduttiva
1 Il gusto di Henry James (di Barbara Melchiori)
Trasposizioni (di Giorgio Melchiori)
2 Un Déjeuner sur l’herbe
3 Lord Tennyson in America
4 La Lezione al Maestro : Robert Browning
5 Democrazia e Decoro: Princess Casamassima (di Barbara Melchiori)
Questioni di Stile (di Giorgio Melchiori)
6 Il Cavaliere e il corriere
7 Manierismo: Hopkins e Henry James
8 Simbolismo: Coppe d’Oro per la Fonte Sacra
9 Le suggestioni di Pierre Loti (di Barbara Melchiori)

1992 – Shakespeare: politica e contesto economico
Premessa
Shakespeare fra Politica e Policy
Sono un romano antico più che un danese
Il contesto economico

1994- Shakespeare: genesi e struttura delle opere
Prefazione
Introduzione: Shakespeare il mestiere del teatro
Le premesse; Il teatro elisabettiano; Gli spazi scenici; testi e pre-testi; la vita di un uomo di teatro; prospetto delle opere

1- Il primo Shakespeare: da collaboratore a drammaturgo 1588-1594
I La tragedia di vendetta: «Titus Andronicus»
II La Guerra delle Rose
2.1 «Henry VI», Part I; 2.2 «The Whole Contention»; 2.3 «Richard III»
III Il senso della storia
Nota sugli apocrifi; 3.1 «Sir Thomas More»; 3.2 «King John»; «Edward III»
IV Le commedie eufuistiche
4.1 «The Taming of the Shrew»; 4.2 «The Comedy of Errors»; 4.3 «The two Gentlmen of Verona»; 4.4 «Love’s Labour’s Lost»; 4.5 «A Midsummer Night’s Dream»
V La tragedia lirica: «Romeo and Juliet»

2- Intermezzo: le opere non drammatiche
I Poemi, liriche, sonetti
1.1 «Poemi narrativi, «Venus and Adonis», «The Rape of Lucrece»; 1.2 Poesie occasionali, «The Passionate Pilgrim», «The Phoenix and Turtle», «A Lover’s Complaint»; 1.3 «Shake-speares Sonnets»

3- I Chamberlain’s Men 1594-1603
I I corridoi della storia: «Henriad» e «Remakes»
1.1 «Richard II», «Ur-Henry IV» e «Henry IV», Part I; 1.3 «Henry IV» Part II; 1.4 «Henry V»
II Le commedie romantiche
2.1 «The Merchant of Venice»; 2.2 «Much Ado about Nothing»; 2.3 «As you Like It»; 2.4 «The Twelfth Night or What You Will»; «Sir John Falstaff and the Merry Wives of Windsor»
III Il mito di Roma: «Julius Caesar»
IV I drammi dialettici
4.1 «Hamlet, Prince of Denmark»; 4.2 «Troilus and Cressida»; 4.3 «All’s Well That Ends Well»; 4.4 «Measure for Measure»

4- I King’s Men 1603-1608
I L’universo Tragico
1.1 «Othello, the Moor of Venice»; 1.2 «King Lear»; 1.3 «Macbeth»
II Il mondo classico
2.1 «Antony and Cleopatra»; 2.2 «Coriolanus» 2.3 «Timon of Athens»

5- Il Blackfriars 1608-1616
I I drammi romanzeschi
1.1 «Pericles, Prince of Tyre»; 1.2 «Cymbeline, King of Britain»; 1.3 «The Winter’s Tale»; 1.4 «The Tempest»; 1.5 «The Two Noble Kinsmen»
II L’ultima storia: «Henry VIII»

Bibliografia
Indice delle opera di Shakespeare
Indice dei Nomi

1994 – Joyce il mestiere dello scrittore
I Il banchetto dei linguaggi
Vocaboli meravigliosi
Dislocuzioni
Dio con la chitarra
Marilyn scrive Ulisse
La politica del linguaggio
Un Dedalo moderno
Bellysbabble

II Un’autobiografia epistolare
Dublino e Parigi (1900 ottobre 1904)
Pola e Trieste (Ottobre 1904-Luglio 1906)
Roma (Agosto 1906-Marzo 1907)
Trieste e Dublino (Marzo 1907-dicembre 1910)
Dublino e Trieste (Gennaio 1911-giugno 1915)
Zurigo e Trieste (Luglio 1915-luglio 1920)
Parigi: Ulisse (Luglio 1920-marzo 1923)
Parigi: Work in Progress (marzo 1923-maggio 1925)
Parigi: rue de Grenelle (giugno 1925-marzo 1931)
Parigi, Inghilterra, Svizzera (aprile 1932-gennaio 1935)
Parigi: rue Edmond Valentin (febbraio 1935-aprile 1939)
Parigi, Saint Gerarnd le Puy, Zurigo (Aprile 1939-gennaio 1941)

III Dalle Epifanie a Giacomo Joyce
L’epifania di Gabriele D’Annunzio
Un’improvvisa manifestazione spirituale
Da Daedalus a Dedalus
L’estetica dell’attimo
La rinunzia all’epifania
Recupero dell’epifania

IV Ritratto dell’artista nel 1904 e Le gesta di Stephen
Ritratto dell’artista
Il modello di Yeats
Presenza di D’Annunzio
Dal Ritratto a Le gesta di Stephen
Le gesta di Stephen Daedalus
Stephen all’università
Gente di provincia
Racconto breve e racconto lungo

V 1904-14, paralisi ed esilio: Gente di Dublino e Dedalus
Le “rocce erranti”
Paralisi ed esilio
Gente di Dublino
Un capitolo di storia morale
Gente di Dublino: genesi strutturale
Ritratto dell’artista da giovane
La poetica di Stephen Dedalus
Struttura di Dedalus
Il pentateuco di Joyce Creatore

VI Joyce scrittore italiano
Joyce saggista: il quinquennio italiano
La lingue dell’Irlanda
Il mesitero dello scrivere
Ragioni di una rinunzia
L’Irlanda alla sbarra
Joyce e Formiggini
Giordano Bruno e Finnegans Wake
L’esperienza italiana e Annalivia

VII Ulisse
La genesi di Ulisse
Personaggi: Sacra Famiglia e Trinità
Tematica
La stesura di Ulisse
Struttura e tecniche narrative
Guida alla lettura degli Schemi di Ulisse
Schema allegato alla lettera a Carlo Linati del 21 settembre 1920
Schema dattiloscritto dato da Joyce e Herbert Gorman
L’epica del linguaggio
L’impianto ideologico dell’Ulisse: Telemachia
Genesi di una genesi
Da Icaro a Telemaco
Telemachia come premessa ideologica

VIII Finnegans Wake
Il lupo perde il pelo ma non il vizio
La nuova trinità
Chaosmos e Meandertale
1-L’epifani di Ognuno; fabula, storia, linguaggio
1.1 Premessa
1.2 Sterne: la digressione
1.3 Titolo, Storia, Personaggi
1.3.1 Il titolo
1.3.2 La storia
1.3.2.1 La storia ciclica: Vico
1.3.2.2 La storia come conflitto e unione degli opposti: Bruno
1.3.2.3 La storia come flusso: Quinte
1.3.3 Fabula e personaggi
1.3.3.1 Fabula e metodo narrativo
1.3.3.2 Tecnica linguistica
1.3.3.3 I personaggi
2 La genesi di Finnegans Wake
2.1 Incubazione
2.2 Frammenti
2.3 Un sistema di gallerie
2.4 Il disegno generale
3 Le strutture di Finnegans Wake
3.1 Forma come significato
3.2 Il nuovo testamento: Vangeli e Aèpocalisse

IX Poscritto: il canone joyciano
Gli scritti soppressi
Le scritture apocrife
Finn’s Hitel
Post poscritto

1994 – Shakespeare’s Garter Plays
Part 1. The Corridors of History
1-The Corridors of History: Shakespeare the Remaker
Show Business: Sequels and Remakes
The Role of Censorship: Sir Thomas More
Shakespeare as Remaker
The History of Henry the Fourth
A Sequel to a Remake
2- Reconstructing the ur-Henry IV
Unconformities in 2 Henry IV
A Reconstruction of the ur-Henry IV
The New Dimension of Henry IV
3-From ur-Henry IV to Henriad: Rewritings Subversion
Refashioning Part One
Refashioning Part Two
Part 2. The Knight of the Garter Inn
4- Falstaff’s Ancestry: from Verona to Windsor
The Garter Comedy
English Comedy and the Italian Connection
Fair Verona and Romantic Comedy
Munday, Shakespeare, and the Two Italian Gentlemen
Translated out of Italian: Commedia erudita into Romantic Comedy
Frangipietra into Captain Crackstone
The Road to Windsor
5- Reconstructing the Garter Entertainment at Westminster on St. George Day 23 April 1597
Garter Play and/or Garter Entertainment
Falstaff and the 1597 Garter Entertainment
Fastolf and Falstaff versus Oldcastle and a Great Arms
A Chronology of Shakespeare’s work on the Histories
The Brook/Broome Affair and the Poor Knight of Windsor
The Garter Entertainment of 1597—a Reconstruction
Postscript: the Dual Chronology of the Falstaff Plays
6- Five Falstaff and the Countess of Salisbury: Edward III as a Garter Play
A Galaxy of Garters
The Founding of the Order
Edward III and the Countess of Salisbury
The Rites of the Chivalry
Edward III, Fraissart, and Le Bel
Bandello and Painter
The Earl of Warwick and the Ethics of Power
Chivalry: the Education of Princes
Edward III as a Garter Play
Honi soit qui mal y pense: Sexuality and Power
Roman Lucrece
The Garter Jig

Notes
Works Cited
Index

1995 – Joyce’s Feast of Languages
Foreword by Franca Ruggieri
I Essays
1-The languages of Joyce (1988)
2-The Genesis of Ulysses (1982)
3-The Wandering Rocks, or, the Rejection of Stephen Dedalus (1974)
4-What’s in a name? (1991)
5-Joyce, Eliot and the nightmare of History (1969-72)
6-James, Joyce and D’Annunzio (1973)
7-The language of Politics and the Politics of Language (1980)

II Notes and shorter papers
-Joyce and Formiggini (1992)
-Belli and Joyce: Missing Dates (1984)
-Yeats and Joyce: The Tower (1982)
-That incorrigible virginity (1979-80)
-The First and Last of the “Provincials” (1980)
-The Rev. John Flynn and Buck Mulligan (1988)
-Two Notes on “Nestor” (1984)
-The Dead or “I Mortacci”? (1988)
-Mr Bloom in Venice (1988)
-fluidofiume-riverrun. Variations by Enrico Frattaroli (1988)

Checklist of Giorgio Melchiori’s writings on Joyce in Italian

2006 – Shakespeare all’opera: i drammi nella librettistica italiana
Premessa: ragioni per una dedica
Shakespeare e Verdi: le due voci del teatro
Romeo e Giulietta: la poetica del caso
Due Amleti italiani all’opera 1862/1961
Macbeth da Shakespeare a Verdi
Gestazione di un fantasma. Re Lear: Rusconi, Cammarano, Somma, Verdi
Commiato: due Otelli e vari Falstaff

2003 Verso i funamboli
Avvertenza
Premessa: gli anni dello “Spettatore”
The Glassblowers di Mervyn Peake
Panorama del teatro di poesia in Inghilterra
Hemlock and After di Angus Wilson
Gli scrittori inglesi e il pubblico
Il Diario di Virginia Woolf
La commedia degli equivoci I-II
Ortodossia letteraria inglese
Three Letters e Poesie di Dylan Thomas
Il romanzo perfetto
Declino di una moda letteraria
Bloomsbury
Tradizione americana e romanzo inglese
Poesia inglese contemporanea
Norman Nicholson e altri poeti inglesi
Elizabeth Bowen
Yeats, simbolismo e magia
L’ultimo Graham Greene
Il cattolicesimo e il romanzo in Inghilterra
Appendice: Notizie di spettacoli
Le raffinatezze della violenza
Giro di vite
Fumetti involontari
Violenza senza raffinatezza
Napoli al cinema
Indice dei nomi

2007 – Foglie per un anno
Presentazione
MINIMA PERSONALIA
1 Il decennio piemontese (Maggio-Settembre 2005)
Torino uno e due
Mezzo secolo dopo
2 Ancora il decennio piemontese:
Opera aperta all’opera (Autunno-Inverno 2005)
Dall’ambiguità all’opera aperta: da Joyce a Shakespeare
La commedia degli equivoci: da Shakespeare a Lorenzo da Ponte
L’opera aperta come espressione del manierismo romantico: Così fan tutte

FOGLIE
Preludio
I corsieri della notte (Febbraio 2006)
I cavalli e il cocchio: Ovidio, Marlowe, Marvell
Paolo Sylos Labini: la nave senza nocchiero
I cavalli spettrali di Browning: dalla torre cieca all’arazzo di Metzengerstein
Le fiamme purgatoriali di Yeats e il circo Italia
Peccati capitali (Marzo 2006)
La Saeva indignatio di Paolo: l’ira come peccato capitale
Marlowe: il masque dei sette peccati capitali
Da Gregorio Magno a Dante, a Hieronymus Bosch
L’emergenza del Purgatorio
Dall’accidia alla tristitia alla malinconia
Purgatorial Stations (Marzo-Aprile 2006)
An old man in a dry month
Purgatori shakespeariani
Un gallo per Esculapio
Dal Cristo proibito al Vangelo di Giuda
Yeats dal Nō al mystery play
Dal Giuda vittoriano al Purgatorio di Yeats
Il Purgatorio di San Patrizio
Dante e Joyce: presenze nel purgatorio di Seamus Heaney

Aprile: variazioni sul tema (Aprile 2006)
Viaggio o Pellegrinaggio: da Dante a Chaucer
Nostalgia e crudeltà: Browning e Eliot
La saggezza della vecchiaia?
Il memento mori di Muriel Spark
Dalle Avril femminili all’Aprile di Nanni Moretti
Gli inganni di aprile
Commiato: le perle e il filo (Maggio 2006)
Foglie e fogli: ancora San Brendano
Le metamorfosi del Leviatano
Utopia alluvionale: temporali di primavera
La rosa è una rosa è una rosa
Il giardino come metafora e il verme nel bocciolo
Una metamorfosi marina
Presenze
Lacrime: tema e variazioni (Luglio-Agosto 2006)
Intermezzo: digressione funambolica
Le vie verso un nuovo barocco
La grande illusione degli anni Quaranta?
Sintesi: lettura della dottrina cristiana in chiave marxista, da Guttuso a Pisolini
Digressione nella digressione: l’equivoco metafisico
Dopo le variazioni ripresa del tema: le lacrime della Maddalena
Postludio: recuperi e aggiornamenti (Novembre-Dicembre 2006)

MINIMA PERSONALIA
3-Gli anni dell’Ansa (Dicembre 2006)
Tickertape e transumanza
ATOM ONE
Da Napoli a Hull
Ritorno all’ovile?
Il vegliardo iracondo
Poscritto finale: il vicolo cieco (31 dicembre 2006)

2007 – Joyce Barocco/Baroque Joyce
Nota di Franca Ruggieri
Joyce Barocco
La lezione di Curtius e il ruolo del funambolo
Finnegans Wake e il modello secentista
Monumentalità del barocco: la struttura circolare
Baroque Joyce
The lesson of Curtius and the role of the tightrope walker
Finnegans Wake and the seventeenth century model
Monumental Baroque: the circular structure

 
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